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Riciclo e biodegradabilità

Filtri Sigarette Biodegradabili e l’Impatto sull’Inquinamento Ambientale - CambiaGesto
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LA RICICLABILITÀ DEI RIFIUTI

Tutti i rifiuti sono riciclabili?
Un rifiuto può essere riciclato se rispetta le seguenti condizioni:

I. purezza: il materiale non deve essere eccessivamente contaminato da altre sostanze
II. quantità: il materiale deve essere in quantità sufficiente da giustificare i costi di raccolta e lavorazione
III. stabilità: il materiale non deve deteriorarsi nel processo di riciclo

I mozziconi di sigaretta pur essendo composti per circa il 95% da risorse rinnovabili (cellulosa) non rispettano i criteri comunemente accettati per determinarne la riciclabilità

I filtri delle sigarette sono riciclabili?

I filtri risultano essere difficilmente riciclabili perché:

  • Sono rifiuti di piccole dimensioni e diffusi sul territorio, fattori che comportano elevati costi di raccolta e trasporto non giustificati alla luce delle attuali possibilità di riciclo*.
  • Sono necessarie elevate quantità di acqua e sostanze chimiche per ripulire il filtro: questo rende il sistema di trattamento e riciclo inefficiente sia dal punto di vista ambientale che economico.

    * Il processo di riciclo non è ancora implementabile su scala industriale a causa dei complessi processi per ottenere una separazione efficace ed economica dei materiali che compongono il filtro. Gli unici tentativi di riciclo finora condotti riguardano esperimenti di laboratorio non replicabili su scala industriale.

Al momento, il trattamento più efficiente dei mozziconi è quello dei rifiuti solidi urbani, raccolti e trattati per recuperare energia.

Una soluzione è utilizzare i mozziconi come combustibile: sono biomasse (perché formati da tabacco e cellulosa), hanno un elevato potere calorifico e possono essere considerati fonte di energia rinnovabile dati i componenti.

Riciclabilità - 1
Riciclabilità - 2

Perché non sostituire gli attuali filtri con filtri biodegradabili?

Attualmente la maggioranza dei filtri delle sigarette in commercio non è biodegradabile e i tentativi di introdurre su larga scala i filtri biodegradabili non hanno avuto successo. I test condotti hanno riscontrato ostilità da parte dei fumatori a causa dell’alterazione del sapore della sigaretta e diverse difficoltà di tipo tecnico.

Inoltre, il vantaggio ambientale dei filtri biodegradabili è limitato. Se da un lato questi ultimi hanno tempi di degradazione inferiori rispetto a quelli di acetato di cellulosa, dall’altro presentano le stesse problematiche circa la presenza di sostanze tossiche o potenzialmente tossiche generate dalla combustione. Queste sostanze con la degradazione del filtro verrebbero comunque disperse nell’acqua o nel suolo, e potenzialmente ingerite da animali.

La sostituzione del filtro di acetato di cellulosa con filtri biodegradabili, inoltre, non diminuisce il rischio di incendio dovuto a una non corretta disposizione del rifiuto da parte del fumatore.

Da cosa dipende la degradabilità dei filtri di sigaretta?

La degradabilità dei mozziconi di sigaretta dipende dalle condizioni biofisiche circostanti, poiché i componenti delle sigarette hanno tassi di degradabilità diversi. I residui di carta e tabacco si degradano rapidamente nella maggior parte degli ambienti naturali. Il filtro per sigarette, realizzato in acetato di cellulosa, impiega più tempo (da 1 mese a 12 anni), ma si degrada più velocemente rispetto alle materie plastiche convenzionali, che richiedono centinaia di anni.

Riciclabilità - 3

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